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Parrocchia di Ss. Simeone e Caterina

  • Denominazione

Deriva dal nome dei santi scelti come titolari: San Simeone, il santo vecchio, che prese tra le braccia il Bambino Gesù nella Presentazione al tempio e S. Caterina d'Alessandria V.M., raffigurati nella tela, proveniente dall'antica chiesetta parrocchiale. La santa era titolare dell'omonima chiesa, non più presente in Venafro.

  • Origine

Come chiesa esisteva già nel sec. XII, come attesta la bolla del Papa Alessandro III del 1172; non si conosce, tuttavia, quando divenne Parrocchia.

  • Sede

La sede originaria era ubicata nel centro storico, all'inizio di Via Redenzione. Completamente distrutta dal bombardamento alleato del 15.3.1944, fu trasferita nella vicina chiesa del Purgatorio, edificata nella seconda metà del sec. XVIII con un lascito di 300 ducati, fatto dal can. Antonio Lombardi, e le cui ultime vicende sono riportate nella lapide eretta il 2.2.1996.

 

 

Facciata chiesa di SS. Simeone e Caterina

Altare

Per antica consuetudine il 2 febbraio si celebra in parrocchia la festa del titolare San Simeone.

Preghiera a S. Simeone

Preghiera della parrocchia


Parrocchia di S. Maria di Loreto

  • Denominazione

La denominazione della parrocchia deriva evidentemente dal santuario della Madonna di Loreto, dove secondo la tradizione, nella notte fra il 9 e il 10 dicembre dell'anno 1294, venne trasportata miracolosamente dagli angeli la santa casa di Nazareth.

Ciò è confermato dall'antica consuetudine di celebrare la festa titolare della parrocchia il giorno 8 settembre e di nuovo il 10 dicembre.

  • Sede

La primitiva chiesetta, sorgeva all'incrocio tra via Silvano e via Gianbattista Della Valle; essa recava al di sopra del portale una icona della Madonna di Loreto.

Nell'anno 1931 si rese necessario abbandonare l'antica chiesetta e trasferire la sede della parrocchia nella vicina e più ampia chiesa del SS Corpo di Cristo

Sorta nel 1546, per dare esecuzione al testamento di un devoto cittadino, che lasciò una casa da convertire in chiesa sotto il titolo del SS. Corpo di Cristo (quindi chiesa dedicata all’Eucarestia), affinché in essa si conservassero e si amministrassero i sacramenti del Battesimo, del Viatico e dell’Estrema Unzione.

Nel 1650 la piccola chiesa fu ampliata con l’erezione di molte cappelle di diritto patronato laico.

 

 


Dalla fine del 1992 è in atto la fusione tra la Parrocchia di SS. Simeone e  Caterina e la Parrocchia di S. Maria di Loreto, vacante del titolare. Lo attesta ufficialmente il decreto vescovile, emesso a seguito dell'ultima visita pastorale: "la comunità risultante dalla fusione delle due precedenti ha dato consistenza ad un buon nucleo parrocchiale". In forza di tale fusione il Parroco di SS. Simeone e Caterina è anche amministratore parrocchiale di S. Maria di Loreto. Sono pertanto unificati gli organismi parrocchiali, le strutture e le attività.


Chiesa dell'Annunziata

Nel territorio della Parrocchia di S. Maria di Loreto sorge, a poca distanza dalla chiesa di Cristo, la monumentale chiesa dell’Annunziata, vero capolavoro di arte medioevale in elegante stile barocco.

Fu costruita nel 1386 dalla Confraternita dei Verberanti, dopo aver ricevuto il decreto di approvazione dal Papa Urbano VI,  e intitolata all’Annunciazione di Maria Vergine. Fu poi consacrata dal vescovo Donato De Ligorio il 27 gennaio 1386 con l’obbligo di celebrare ogni anno la festa della dedicazione.

Nel corso del XVII secolo, la chiesa venne radicalmente trasformata con l’ampliamento della navata, la costruzione del nuovo campanile, precedentemente inglobato nel lato sinistro della facciata,  e della cupola rinascimentale. Ma la sistemazione nella forma attuale si ebbe verso la metà del XVIII secolo.

Nel 1758 il pittore Paolo Sperduti realizzò il ciclo di affreschi dedicato alla Madonna, che si possono ammirare nella volta e nelle pareti del presbiterio.

Accurate opere di restauro della chiesa e dei locali adiacenti, sia per le opere murarie che per gli affreschi, sono state negli anni 80 del secolo scorso dalla Soprintendenza archeologica del Molise.

Ultimo restauro, agli inizi del nuovo millennio,  quello del monumentale organo seicentesco, eseguito dalla rinomata ditta organaria dei Fratelli Ruffatti di Padova con il concorso della Banca Toscana.

 


Chiese chiuse al culto site nel territorio

della Parrocchia di S. Maria di Loreto

 

·         Chiesa di San Paolo apostolo, è situata nei pressi del castello Pandone, in Via Colle, già sede dell’omonima Parrocchia, soppressa ed accorpata alla Parrocchia di S. Maria di Loreto nel 1962, anno in cui la chiesa venne chiusa al culto.

Forse è la più antica parrocchia all'interno delle mura di Venafro, infatti la costruzione risale all'incirca al 1180. Come ci ha lasciato scritto il Masciotta: "S. Paolo .... nel 1182 era già investita della funzione di Parrocchia".

La chiesa è stata modificata varie volte cambiando stile. Quello che oggi possiamo ammirare, sembra risalire al XVIII secolo.

Negli anni ‘90 del secolo scorso la Soprintendenza ne ha curato il consolidamento e restauro.

 

 

·   Chiesa di Sant’Agostino, in Via Leopoldo Pilla, annessa al convento non più esistente dei monaci agostiniani, sede della Parrocchia di San Giovanni de Graecis, soppressa ed accorpata a S. Maria di Loreto nel 1962. Divenne successivamente sede della Parrocchia dei SS. Martino e Nicola fino al 1972. Fu officiata fino al 2.4.1977 e da allora chiusa al culto.

    La Chiesa e l’annesso convento di S. Agostino sembra siano stati costruiti prima del 1328.

    Furono i frati Agostiniani, che si erano costituiti in ordine nel 1256, a volerne la costruzione.

   Pare accertato che la prima chiesa di S. Agostino sia stata eretta fuori dalle mura cittadine, probabilmente vicino alla Fontana; in seguito, poiché i monaci volevano svolgere un ruolo di apostolato non solo religioso ma soprattutto sociale, fu edificato l’edificio che ancora oggi si può ammirare.

   Il nuovo edificio ebbe enorme importanza perché, oltre alle cerimonie religiose, vi si tenevano riunioni sociali, quali assemblee popolari per l’elezione dei sindaci o per prendere importanti decisioni.

   Della Chiesa originaria restano poche tracce perché nel XVIII sec. fu ristrutturata dai due monaci che ancora vi dimoravano e dal priore frà Giuseppe Massa; essi si indebitarono fino al collo per portare a completamento i lavori.

   La nuova Chiesa non aveva un aspetto maestoso per i pochi mezzi a disposizione: la facciata ripeteva nelle grandi linee quella dell’Annunziata, e il portale era sovrastato da una nicchia in cui era raffigurato S. Agostino.

   L’interno molto sobrio, fu arricchito di una cappella dedicata a S. Nicola da Tolentino, tutta decorata con argento e oro zecchino.

   Nel 1809, per ordine di Napoleone, venivano soppressi i monasteri; per tale motivo i monaci agostiniani furono costretti ad abbandonare il convento che rientrò nella disponibilità del Comune che negli anni successivi lo adibì di volta in volta a carcere, pretura e oggi ospita la biblioteca De Bellis-Pilla.

    

 

·   Chiesa di Sant’Antuono, in Via Sant’Antuono: fu sede della Parrocchia dei SS. Martino e Nicola fino al 1962 e da allora chiusa al culto.

    La chiesa di Sant'Antuono è una delle più antiche all’interno delle mura cittadine.

   Per costruirla, sembra sia stato utilizzato molto materiale trafugato ad antichi monumenti romani (come si nota da una colonna alla base della facciata).

   La chiesa è stata costruita prima del XIV sec., come è dimostrato da un documento nel quale si legge: “la chiesa di S. Martino nel 1309 pagava le decime” e, come scrive il Masciotta, è intestata a due santi in seguito al crollo della vecchia chiesa di S. Nicola de Audiroribus, che fu per questo, aggregata a quella di S. Martino.

   Nel 600 la struttura fu trasformata secondo la moda del tempo: la facciata su due piani, un timpano triangolare sovrastato da un campanile a vento, un portale tra due nicchie.

   Negli anni ‘90 del secolo scorso la Soprintendenza ne curò il rifacimento del tetto.

   Oggi la chiesa è quasi completamente distrutta, dalle fessure del portone si nota la volta crollata e le pareti scrostate e pericolanti.

 

 

 

·  Chiesa di Sant’Antonio, in Via De Utris nelle immediate vicinanze della chiesa dell’Annunziata.

 

     Essa è stata la sede della confraternita di S. Antonio da Padova, fondata nel 1448 dai Frati Minori. Non esistono notizie sicure sulla data della sua costruzione, che sembra sia avvenuta nel XVII secolo.

 

Recentemente la Pia Unione SS. Annunziata, che ne rivendica la proprietà, ha curato urgenti lavori di consolidamento del tetto e del muro esterno, il cui terreno sottostante cominciava a cedere.

 

 

·   Chiesa di Sant’Angelo, in Via Plebiscito.

    

     La costruzione risale al 1613, quando la Confraternita dell'Angelo Custode la edificò sulle rovine della chiesa di San Mauro.

 

   Lavori di consolidamento del tetto sono stati curati negli anni ’90 del secolo scorso dall’assessorato regionale ai Lavori.