I santi hanno capito l'importanza della Eucaristia

L'Eucaristia è un dono e, come tutti i doni, va accolta con grande umiltà. Prima di ogni indagine, prima di ogni riflessione, prima di ogni approfondimento teologico... è necessario un atto di umiltà, che spalanca il cuore per accogliere il grande dono, che Cristo ha fatto alla sua Chiesa pellegrina verso i Cicli Nuovi e la Nuova Terra.

San Francesco d'Assisi, quando in lontananza vedeva un campanile, si inginocchiava e adorava Gesù presente nella Santa Eucaristia. Riferisce Tommaso da Celano: «Un giorno i frati gli chiesero con insistenza che insegnasse loro a pregare, perché comportandosi con semplicità di spirito, non conoscevano ancora l'ufficio divino. Ed egli rispose: 'Quando pregate dite: 'Padre Nostro!', e: 'Ti adoriamo, o Cristo, in tutte le chiese che sono nel mondo e Ti benediciamo, perché con la Tua Santa Croce hai redento il mondo. Fedeli all'esortazione di Francesco, essi, ogni volta che passavano vicino a una Chiesa, oppure anche la scorgevano da lontano, si inchinavano in quella direzione e, proni col corpo e con lo spirito, adoravano l'Onnipotente dicendo: 'Ti adoriamo, o Cristo, in tutte le tue chiese» (F.F. 399 e 401). E, nella logica della fede eucaristica, i frati presero una decisione strabiliante: «Essi - riferisce ancora Tommaso da Celano - avevano scelto come confessore un sacerdote secolare che era tristemente noto per le sue enormi colpe ed era degno del disprezzo di tutti  a motivo della sua depravata condotta» (F.F. 403).

Ma era sacerdote! E celebrava l'Eucaristia!

E aveva il potere di donare il Corpo e il Sangue del Signore!

Del resto, Francesco, nel suo testamento, aveva manifestato chiaramente i suoi sentimenti e aveva scritto: «Il Signore mi dette e mi da una così grande fede nei sacerdoti che vivono secondo la forma della Santa Chiesa Romana, a motivo del loro ordine, che anche se mi facessero persecuzione, voglio ricorrere proprio a loro. E se io avessi tanta sapienza quanta ne ebbe Salomone, e mi incontrassi in sacerdoti poverelli di questo mondo, nelle parrocchie in cui dimorano, non voglio predicare contro la loro volontà. E questi e tutti gli altri voglio temere, amare e onorare come miei signori. E non voglio considerare in loro il peccato, poiché in essi io riconosco il Figlio di Dio e sono miei signori. E faccio questo perché, dello stesso altissimo figlio di Dio nient'altro vedo corporalmente in questo mondo se non il santissimo Corpo e il santissimo Sangue Suo, che essi ricevono e essi soli amministrano agli altri» (F.F. 112-113).

Come sono logici i Santi! Come sanno distinguere i veri tesori! Come sanno andare al di là della polvere umana per fissare lo sguardo sul grande dono di Gesù, che è l'Eucaristia!

E, in tempi più recenti, Padre Pio da Pietralcina ha esclamato: «E più facile che il mondo possa vivere senza il sole piuttosto che senza l'Eucaristia».

E Madre Teresa di Calcutta ha aggiunto: «Non potrei vivere senza l'Eucaristia: è l'Eucaristia che mi riempie di amore e mi da la forza per servire i poveri e per chinarmi con amore sulle loro piaghe».

Perché, in noi, l'Eucaristia non produce gli stessi effetti?

Il motivo è semplice: noi ci difendiamo dall'Eucaristia; noi la ostacoliamo; noi alziamo muri di incredulità e di indifferenza, affinché l'Eucaristia non ci trasformi la vita.