"Gli operatori pastorali, testimoni di Cristo Risorto nella vita della comunità"
Parte I
1. Insieme, dentro il nostro tempo: attuale contesto ecclesiale
· Grandi eventi:
-XX Giornata Mondiale della Gioventù (GMG), con cui
la chiesa ha dato prova di essere “viva e giovane”;
-Prossimo sinodo dei vescovi (2-23 ottobre) sul tema
”L’Eucare- stia, fonte e culmine della vita e della missione della Chiesa”;
-Convegno ecclesiale di Verona (16-20 ottobre 2006) sul tema:
“Testimoni di Cristo risorto, speranza del mondo”
· Importanti documenti del Magistero del papa e dei vescovi:
-Compendio del Catechismo della Chiesa cattolica (28.6.2005)
-Instrumentum laboris (7 .7. 2005) per il sinodo dei vescovi
(vedi titolo sopra);
-Nota pastorale dei vescovi (29.4.2005) in preparazione al Con-
vegno ecclesiale 2006 (vedi titolo sopra);
-Lettera ai fedeli laici della commissione episcopale per il lai-
cato.: “Fare di Cristo il cuore del mondo” (27.3.2005)
· Alcuni aspetti dell’attuale situazione nella chiesa
(dall’Instrumentum laboris in preparazione al sinodo dei vescovi)
-si nota una diminuzione della partecipazione alla celebrazione
della Messa domenicale per un insufficiente conoscenza del con-
tenuto e del significato del mistero eucaristico e per l’indifferen-
tismo, in particolare nei paesi con rilevante processo di secola-
rizzazione;
-si avverte un indebolimento della preghiera, della contempla-
zione e dell’adorazione del mistero eucaristico;
-si rileva un’incoerenza tra la fede professata e la dimensione
morale, sia nella sfera personale che in quella sociale;
-si ribadisce il no alla comunione ai divorziati risposati;
-analoga preoccupazione per chi si accosta alla comunione nei funerali
e nei matrimoni, pur essendo in peccato grave, ritenen-
do che la messa non sia valida senza la comunione.
Ci sono poi atti che attentano al senso del sacro:
- la mancanza di decenza nel vestire da parte dei partecipanti;
- il tacito consenso a eliminare alcuni gesti liturgici, ritenuti trop-
po tradizionali, come la genuflessione davanti al SS. Sacramento;
- la distribuzione impropria della comunione nella mano;
- atteggiamenti poco riverenti prima, durante e dopo la celebra-
zione eucaristica;
- alcuni ricevono la comunione, pur negando gli insegnamenti del-
la chiesa o appoggiando scelte immorali, quali l’aborto, la contrac-
cezione, ……..
2. e in parrocchia le cose come vanno?…..
E’ possibile di fare una verifica alla luce di alcuni dati statistici (vedi appendice),
di avvenimenti particolarmente significativi, di esperienze vissute.
In particolare:
-a fronte di un lieve incremento degli abitanti, si nota una progres-
siva diminuzione delle nascite, che non arrivano neppure a pareg-
giare con le morti;
-a fronte di un lieve incremento dei matrimoni, si nota un incre-
mento delle convivenze, delle separazioni e divorzi;
-è tuttora carente il senso di appartenenza, che per alcuni è riferito
non alla comunità, ma alla persona del parroco, mentre per altri
si basa su motivi di convenienza o di opportunità;
-permane una profonda scissione nel gruppo di preghiera;
-permangono discriminazioni nel gruppo di canto alla Messa delle ore 10.30;
-c’è qualche pecorella, che abbandona l’ovile e se ne va sbatten-
do la porta.
Parte II
1. Insieme, a lavorare nella vigna del Signore.
· Linee di orientamento per il lavoro pastorale
-Ricominciare da capo con rinnovato slancio, ripartendo dall’ es-
perienza vissuta nell’Anno dell’Eucarestia.
-Per questo far crescere la “comunità eucaristica”, perché l’Euca-
restia è il “cuore pulsante” della Parrocchia, che si manifesta co-
me tale soprattutto nella celebrazione comunitaria della Messa
domenicale.
-Ricomporre e rinsaldare la comunione all’interno della comunità,
eliminando ogni divisione e ristabilendo la concordia e la serenità,
perché “dov’è carità e amore, qui c’è Dio”
-Da una comunità che vive nella comunione nasce l’accoglienza,
il dialogo e l’apertura a tutte le istanze e problematiche, che s’in-
contrano.
-La parrocchia è posta tra le case degli uomini e nessuno si deve
sentire escluso dalla sua vita.
Essa deve servire la vita concreta delle persone.
-Particolare attenzione e cura verso quei battezzati che, per loro
scelta, si sono posti ai margini della vita ecclesiale, limitandosi
a qualche sporadico incontro con la comunità.
-Particolare attenzione e cura per quei battezzati, che vivono di
fatto lontani dalla chiesa ed hanno bisogno di riscoprire la loro fede.
-Sentirsi vicini alle famiglie, particolarmente a quelle che vivono
in difficoltà o in situazioni di irregolarità.
-Sostenere l’oratorio, il gruppo giovani, e rilanciare l’Azione cat-
tolica, “di cui la chiesa non può fare a meno” (Giovanni Paolo II)
Conclusione: più che di iniziative, si ha bisogno di persone, so-
prattutto di laici credenti di forte personalità, che sappiano stare
dentro il mondo e tra la gente in modo significativo.