BENZINA E MOTORE DELLA PARROCCHIA

La messa della domenica non è solo la benzina super della parrocchia, in realtà n'è anche il motore. Cioè, senza la messa non si va da nessuna parte. Calma! So che hai qualche dubbio in proposito. So che tanti dicono: "lo a messa non ci vado, ma sono onesto, leale, generoso, faccio del bene lo stesso. A che mi serve la messa?" Prima stammi a sentire, poi ti rispondo. La messa non è un dovere, non è fare un regalo a Dio, per accontentarlo, o per tenerlo buono. La Messa non è nemmeno una preghiera per i defunti, o, peggio, un modo per farsi vedere dai parenti. E' il dono che ci fa il Signore: "Questo pane è il mio corpo dato per voi, questo vino è il mio sangue dato per voi" (Matteo 26,26-28).

Noi, allora, andando a messa, andiamo a prendere un dono, non a pagare Una tassa. Comprendere questo è molto importante, perché, se andiamo a messa con l'idea di compiere un dovere, avremo il volto triste di chi va a pagare le tasse, cercheremo di arrivare il più tardi possibile e di sbrigarcela prima possibile. Se, invece, sappiamo di andare a ricevere un dono, andremo con il cuore contento, allegri, senza stare a contare i minuti sull'orologio. La messa è per noi l'incontro dei discepoli di Emmaus con Gesù risorto. Questi, partiti da Gerusalemme scoraggiati e tristi, convinti che ormai l'avventura di Gesù fosse definitivamente chiusa, lo incontrano senza riconoscerlo. Egli si accosta e cammina con loro, spiega il senso di quello che è successo a Gerusalemme, e spezza per loro il pane. In questo gesto dello spezzare il pane (così era chiamata la messa anticamente) i due lo riconoscono e ricevono una carica incredibile, tanto che, partiti stanchi e sfiduciati da Gerusalemme, adesso vi ritornano di corsa, dicendo: "Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture?" (Luca 24,32).

Ecco, ogni cristiano dovrebbe uscire dalla chiesa sentendo il suo cuore ardere d'amore per il desiderio di ricominciare a vivere la fede nella vita di ogni giorno. Ma c'è bisogno di andare a ricaricare le batterie ogni settimana? E sì, perché la vita è difficile, spesso dura, e basta meno di una settimana per metterci con il cuore a terra e il volto triste come i due discepoli di Emmaus.

Certo, per essere una ricarica, la messa deve fare ardere il cuore anche come celebrazione. Invece a volte è stanca, ripetitiva, monotona, con la predica lunga e qualche volta incomprensibile e i canti lenti e noiosi... Su questo bisogna" essere veramente "parrocchia", cioè comunità dove, proprio perché ci si vuole bene, ci si critica e ci si stimola. A vicenda. Nessuno escluso, nemmeno il parroco. E se il parroco, magari perché ha cominciato a dire messa tanti anni fa in latino e girato verso il muro, non si preoccupa di fare una celebrazione viva e partecipata, bisogna dirglielo, stimolarlo, aiutarlo.

Tu forse stai pensando: "E' un sogno!

Una parrocchia così è un sogno. La mia parrocchia non rassomiglia per niente a questa". E' vero, forse nessuna parrocchia è esattamente come quella di cui ti sto parlando. Però in tutte le cose, soprattutto in quelle che riguardano la fede, non bisogna mai rinunciare ai sogni, e bisogna fare in modo che la realtà si avvicini ai sogni. Questo vale anche per la parrocchia che, in un mondo cambiato profondamente e velocemente come mai prima negli ultimi cinquant'anni, sta cambiando e deve cambiare ancora. Guarda bene! Anche la tua parrocchia è molto diversa da come era qualche anno fa. Girando l'Italia, ti posso assicurare che il sogno si sta già realizzando. Ma lo sai anche tu. In tanti quartieri, in tanti paesi, se non ci fosse la parrocchia... La gente, soprattutto quella semplice che non può andare ai Carabi e sulla Costa Smeralda, dove si ritroverebbe? Dove avrebbe modo di conoscersi, di fare festa, di celebrare i momenti lieti e tristi della vita? Pensaci bene! Se nel

tuo paese non ci fosse più la parrocchia, sarebbe meglio o peggio?

"E la questione dell'essere buoni senza la messa?"

Certo che si può essere buoni senza la

messa. Ci mancherebbe altro! Ma Gesù, ai suoi discepoli, non chiede soltanto di essere buoni. Chiede di amare tutti, anche i nemici, come lui ci ha amato, fino a sacrificare la vita per noi. Pensi che si possa amare così senza un rifornimento di... benzina super?

Occhio, poi, la benzina super porta con sé tutta una serie di rifornimenti aggiuntivi: gli altri sacramenti che scaturiscono dall'eucaristia e riportano all'eucaristia, in modo particolare il sacramento della riconciliazione (la confessione) che dona la grazia particolare di ricominciare continuamente il cammino del bene indebolito dai peccati, dagli errori, dalle debolezze.

Poi c'è la preghiera comunitaria che stimola e educa la preghiera personale, cioè il telefonino sempre aperto con il Signore, il dialogo continuo con lui: l'olio nel motore, senza il quale gli ingranaggi saltano e tutto si ferma.